La chiesa di Santa Maria Bressanoro

Il frutteto dell’agriturismo Santa Maria Bressanoro fa da cornice alla splendida chiesa di Santa Maria Bressanoro: col manto innevato dell’ inverno, coi fiori che sbocciano a primavera, coi gustosi frutti estivi e coi bellissimi colori delle foglie in autunno.

La chiesa risale alla seconda metà del XV sec. E’ a pianta centrale, a croce greca, con belle decorazioni fittili, sia all’esterno che all’interno. Il portico, l’abside e il campanile furono aggiunti all’inizio del ‘500. All’interno  il tamburo della cupola centrale è decorato con un ciclo di affreschi della fine del XV sec., rappresentanti la vita di Cristo, di autore ignoto. La cappella di destra è dedicata a Maria, con affreschi della fine del  1500, mentre la cappella di sinistra è dedicata alla Spirito Santo.

La chiesa attuale fu fatta erigere dal frate francescano Amedeo Menez de Sylva, col contributo di Bianca Maria Visconti. Per approfondire l’argomento sia dal punto di vista artistico che storico :

http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LMD80-00046/

http://www.comune.castelleone.cr.it/news/leggi_area.asp?ART_ID=2034&MEC_ID=130&MEC_IDFiglie=144&Id_sotto2=299

Bressanoro

” I luoghi stratificati sono i più interessanti. L’uomo non è cambiato di molto e va alla ricerca dei posti migliori e li mantiene modificandoli nel tempo. Così è per questo luogo magico poco distante da Castelleone nel cuore della pianura lombarda. Un antico luogo di culto dalla preistoria, un rilevato tra corsi d’acqua, una grande ricchezza di flora e fauna della campagna irrigua. Prima un tempio pagano, poi una cappella medioevale, infine una stupefacente chiesa a croce greca fatta costruire per un voto nel 1460 da Bianca Maria Sforza su disegno forse del Filarete. La posi- zione geografica è dominante rispetto al piano della campagna, l’edificio è una specie di cristallo, un solido platonico nei campi. La sua materia, il cotto, è legata alla terra da un vincolo indissolubile, la sua imperfezione, la sua patina, il suo degrado si avvicina tanto alla nostra condizione di umani. Quando si osserva un mattone con il segno del tempo, il mezzo millennio trascorso, si capisce come stia tornando allo stato primordiale, si capisce come si faccia delicato ed evocativo; nel cotto si avverte il tessuto del silenzio. Insomma il silenzio abita questo luogo così adatto alla contemplazione, all’immaginazione, al raccoglimento. Qui Amadeo Menezes de Silva fondò il piccolo convento degli Amadeiti, in nuovo ordine religioso dedicato alla Madonna di Guadalupe, in memoria del luogo di conversione di Amadeo, ebreo sefardita. Qui sarebbe partita l’espansione del nuovo ordine nel territorio del Ducato di Milano. Oggi tutto ciò è vivo e presente in questo luogo particolare, il profumo dei tigli, il rumore della pioggia in maggio sul sagrato, sembra anche di sentire il brusio dell’erba che cresce: è questo il silenzio del tempo. Mi dispiace, non è possibile descriverlo: bisogna proprio andarci.”

 Marco Ermentini

 Tratto dal libro “La piuma blu” di Marco Ermentini

Collana Accademia del silenzio

 http://www.lua.it/accademiasilenzio/marco-ermentini-la-piuma-blu

Gita a Busseto e ai luoghi verdiani

Si raggiunge Cremona e, attraversato il Po, si entra nel piacentino, dove a Sant’Agata  di Villanova sull’Arda Giuseppe Verdi, già maestro famoso, acquistò , nel 1848, il podere, la villa che trasformò nel corso degli anni e il bellissimo parco.

Si arriva poi a Busseto, nel parmense, dove Verdi passò la sua giovinezza, mentre regnava ancora Maria Luigia duchessa di Parma. Al centro della cittadina sorge la rocca duecentesca, rifatta nel XIX sec. Vi ha sede il Municipio e il grazioso teatro “Verdi” del 1868. Sulla via principale , in parte a portici, alcune case hanno dei bei fregi in cotto, come anche la collegiata del XV sec.

In periferia Villa Pallavicino, scenografica costruzione cinquecentesca, in sale e saloni affrescati e con decorazioni a stucco ospita il museo nazionale “G. Verdi”. I Pallavicino furono i Signori di Busseto nel XVI sec. Nelle vicinanze del museo si trova la chiesa di Santa Maria degli Angeli del 1470-74, con decorazioni in cotto similari a quelle del portale di Santa Maria Bressanoro. Nell’interno Compianto su Cristo Morto in terracotta policroma, capolavoro di G. Mazzoni (XV sec.).

 

Ultima tappa Roncole Verdi, con la modesta casa natale di G. Verdi.

Il percorso suggerito è di 56 km, tempo di percorrenza in automobile dall’agriturismo a Roncole Verdi un’ora circa.

Informazioni più particolareggiate sia dal punto storico-artistico che enogastronomico e sugli orari dei musei le potete trovere in :

http://www.villaverdi.org

http://www.bussetolive.com

Gita ai 13 Ponti di Genivolta

Dall’agriturismo Santa Maria Bressanoro potete raggiungere la località dei 13 Ponti  o con una bellissima gita in bicicletta  lungo strade sterrate, in mezzo alla campagna cremonese e lungo il canale Vacchelli o in automobile fino a Genivolta e da qui proseguire a piedi lungo i canali. E’ un luogo molto piacevole. Sarete circondati dall’acqua, dal verde delle piante e dei campi

Il nodo idraulico 13 Ponti – Tombe morte è una delle più importanti opere di ingegneria idraulica della Lombardia. Qui si riuniscono più rogge e canali artificiali che servono ad irrigare 85.000 ettari di campagna cremonese. Il naviglio vecchio ha origine nel XII sec., nel XIV sec. diviene navigabile. Il canale Vacchelli, ultimato nel 1893, ha origine nel lodigiano con una presa d’acqua dall’Adda e dopo 34 km. raggiunge le “Tombe morte”, dove le sue acque finiscono nei navigli civico e grande Pallavicino, e in più rogge. Un canale scolmatore riversa l’acqua, in caso di piena, nel fiume Oglio.

 

Mostra “Luoghi dell’anima”

La mostra è allestita nella chiesa della Trinità (XVII sec.) a Castelleone. Vi sono esposti 21 quadri del noto pittore Francesco Arata, rappresentanti chiese castelleonesi. Sono questi luoghi amati che, attraverso la mano dell’artista, divengono “Luoghi dell’anima”. Le sue chiese, gli scorci di Castelleone ci restituiscono indimenticabili frammenti del passato.

Orari mostra: feriali ore 17 – 19 |  festivi: ore 10 – 12   17 – 19. FINO al 15 febbraio

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Note biografiche

Francesco Arata nasce a Castelleone, nel cremonese, il 21 ottobre 1890. Frequenta la “Scuola Superiore d’Arte applicata all’Industria” a Milano e tra il 1913 e il 1915 i corsi di architettura e pittura all’Accademia di Brera sotto la guida di Cesare Tallone. Insegna a Brera per un anno e alla fine degli anni 20 fa parte del circolo di “Bagutta”, dove stringe amicizia con Arturo Tosi, Riccardo Bacchelli, Orio Vergani. Dal 1930 al 1940 frequenta artisti e luoghi artistici della nota “Scuola di Burano”. Espone a tre Biennali di Venezia , a due Quadriennali di Roma, più volte alla “Permanente” milanese e in mostre regionali e nazionali. I suoi dipinti spaziano dai paesaggi alle nature morte, ai ritratti. Dopo la seconda guerra mondiale, per motivi familiari, si ritira nella sua Castelleone ove si spegne nel marzo del 1956.